TEMA EDIZIONE 2023

LE VOYAGE INTÈRIEUR LA META IMPORTA

Dire altrove. Si potrebbe iniziare così... e forse dilungarsi ma non troppo, sul fatto che dalla città ideale d’Urbino ad Atlantide il passo è breve. E se, in tempi come questi, proprio i nostri, l’uomo ed anche – forse – la stessa terra su cui si vive tutti noi tendessero ad una necessaria riflessione, allora creare un festival come idea di meta-linguaggio in una città come quella di Urbino scomoda inevitabilmente il Rinascimento come occasione necessaria di porre – per davvero – il suffisso ‘ neo’. Il viaggio interiore come ricerca di equilibrio ideale. Così è la natura delle Cose. E se, dico solo se, si pensasse che qui non si usa la lingua pura, risponderemmo che le origini delle lingue sono come le frequenze, si intersecano tra gli umani - quasi sempre - per cultura e per amore, e generano. Semi. A volte la natura sembra ribellarsi al suo creatore. In verità fa quello che apprende. Allora, solo allora, potremmo affermare con certezza che se il mito sta alla comprensione del mondo, l’uomo sta alla comprensione del mondo attraverso il rapporto con la natura. In equilibrio. La visione dell’uomo del mito atlantideo narrato dalla voce di Platone è di emancipazione responsabilizzata ed autrice dei destini ed affiora alla stessa e identica concezione rinascimentale dell’utopia di progetto, la stessa ricerca – diremmo oggi giorno – di consapevolezza ed equilibrio. E se la prestigiosa cooperazione con l’Aeronautica Militare in occasione del suo – e nostro - Centenario ci rammenti in qualche modo il volo in termini mitici - non poi così tanto indiretti - di Icaro, è bene precisare che il più noto del mito dei miti di cui ancora si racconta dall’antica Grecia sovviene, in questo 2023, forse proprio nel tempo e nei tempi giusti, poiché nella città ideale sospesa non si vuole tradurre proprio nulla poi, qui si racconta tutto esattamente così com’è. Il Sogno realizzato. Icaro vola in verticale dritto dritto verso le stelle: sono proprio gli astri che ci indicano la via, quasi come se sia il mistero stesso della vita voglia guidarci verso valori concreti di realizzazione e soddisfazione personali, bellezza e vita. Se e dico solo se, Icaro rappresentasse il volere volare alto, a rischio poi di bruciarsi le ali con i potenti e luminosi raggi solari, allora ci avvertirebbe a noi uomini di terra utilizzando tra l’altro la tecnica dell’immagine bifronte proprio come le stesse rappresentazioni che troviamo del Duca condottiero di Montefeltro e del fratello Ottaviano Ubaldini il magico, che anche a ‘volare bassi’ si rischia la caduta in quanto le ali, bagnandosi dell’umidità della terra, porterebbero a terra noi ma anche il nostro eroe. Ed Urbino, la città rinascimentale sospesa per eccellenza, di equilibri interiori in rapporto con la bellezza, ne sa qualcosa.
Direzione Artistica: Christina Magnanelli Weitensfelder